• lavecchiafornace

L'ALTRO VIRUS.

La Toscana chiamata a combattere un'altra piaga altrettanto devastante.


Il CoronaVirus è un problema grosso per la nostra salute, se non contenuto può causare gravi danni e le misure di sicurezza devono essere seguite alla lettera perché le conseguenze sono rischiose. Ma purtroppo un'altro virus si è introdotto nel nostro Paese, altrettanto pericoloso e l'impatto devastante che sta avendo e avrà' sulla nostra economia è smisurato.

L'intera macchina del Turismo che muove questo Paese già a rischio da tempo, sta subendo un crollo senza precedenti.


Per la Confcommercio Toscana e le federazioni regionali del turismo "le giuste misure di sicurezza imposte dalla necessità di arginare il contagio, aggravate dall'effetto psicosi che si sta scatenando in questi giorni, stanno producendo risultati devastanti per l'unico comparto che anche nella nostra regione sta dimostrando negli ultimi anni di reggere la crisi, sostenendo occupazione e produzione di ricchezza. Uno stop alla crescita del sistema turistico, che vale da solo oltre il 10% del pil toscano, senza contare l'indotto che produce, significa perdere una parte importantissima della nostra intera economia".

Le associazioni di categoria ci fanno anche sapere che "a spaventare di più gli imprenditori è la totale imprevedibilità della situazione, che si evolve con una rapidità sconcertante. Non possiamo che affidarci a quanto ci dicono le autorità sia per fare previsioni economiche anche nel breve periodo sia per dare indicazioni operative ai nostri associati su come comportarsi in azienda. Ma ora si aprono scenari che possono arrivare addirittura al blocco totale dei flussi turistici e degli eventi". (Dire)


Le misure valide a sostenere le aziende in questo periodo, come la moratoria sui mutui, lo slittamento del pagamento dei tributi e delle rate sono solo teorie difficili da mettere in pratica. Bisognerebbe favorire il ripristino delle condizioni di normalità, essenziali per l’economia e il turismo. Il turismo infatti, purtroppo non si recupera più avanti, così come si fa quando si posticipa una spedizione. Quando ci sono le cancellazioni, è l’intera stagione a risentirne. E in un Paese che già aveva bisogno di una spinta per il lancio, ci si ritrova tutti a terra all'improvviso.



"La Toscana è bellissima, accogliente, sicura, ha un sistema sanitario fra i migliori al mondo, qui si può venire senza alcun rischio. Per questo credo, e spero, che tornerà a essere una delle mete più richieste dal turismo internazionale, ma rischia di arrivare alla fine della stagione con un tessuto ricettivo decimato." Dice la Federalberghi.



Il sindaco Nardella, a Firenze, aveva scelto di tenere aperti i musei e le scuole in Toscana ma non è bastato. I grandi tour operator internazionali stanno disdicendo l’intera programmazione fatta da tempo, in particolare dagli Stati Uniti, da Israele e dalla Russia, i paesi che hanno inserito l’Italia come destinazione a rischio. Così, da un giorno all’altro, spariscono le prenotazioni di mesi. Le agenzie di viaggio, nel giro di pochi giorni, hanno perso tutte le gite scolastiche. E gli alberghi sono vuoti, tanto che le grandi catene, che nelle città hanno più di un hotel, si concentrano tutti in uno solo e chiudono gli altri.

La speranza è che, piano piano, riparta almeno il mercato italiano, ma intanto le aziende hanno bisogno di essere sostenute. Soprattutto quelle piccole, sicure, lontane dalle città, immerse nella natura nelle quali i cittadini, ormai esausti dalla psicosi generale, possano ritrovare la pace e il relax tra il verde delle nostre colline.




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